Borsino del tartufo 2016-2017

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Da settembre 2016 a gennaio 2017 il giornalista Giuseppe Prosio presenta settimanalmente il “Borsino del Tartufo”.borsino

Data di rilevazione Prezzo mercato di Asti*Prezzo al consumatore finale Quantità trattate in Asti
21-set =  –  = 0,5 Kg
28-set 100* – 150 1
05-ott 150* – 250 1
11-ott 200* – 350 1,5
19-ott 180* – 250 3
26-ott 180* – 300 4
02-nov 180* – 300 3
09-nov 170* – 300 2
16-nov 170* – 300 5
23-nov 170* – 300 3
30-nov 170* – 300 7
07-dic 160* – 280 6
14-dic 150* – 250 7
21-dic 170* – 280 2
28-dic 170* – 300 2
04-gen 150* – 250 2
11-gen 150* – 250 0,5
QUANTITATIVI ESTRATTI IN PIEMONTE DI TUBER MAGNATUM PICO E DI TARTUFO AESTIVUM
Si stima che nel 2016 i circa 5 mila cavatori ( di cui un migliaio dediti alla sola ricerca del tartufo nero) abbiano estratto 50 quintali di Magnatum Pico rispetto ai 70 quintali del 2015 . Il dato è complessivo dei cinque mercati pubblicati settimanalmente su questa pagina, di una quindicina di piccoli mercati e dei quantitativi trattati direttamente tra cavatori, commercianti, ristoratori e non transitati su alcuna piazza. E’ quest’ultimo il quantitativo più rilevante, stimato sui 46 quintali. Quanto al tartufo nero Aestivum e il più tardivo Uncinatum i nostri esperti presenti sui mercati stimano che le estrazioni siano state il doppio di quelle del tartufo bianco.

QUOTAZIONI
Il prezzo medio a mercato del Magnatum Pico è stato di 165 euro l’etto per pezzature dai 40-70 grammi. Il consumatore finale ha pagato gli stessi tagli 275 euro l’etto, tenuto conto dei costi a valle di commercianti e ristoratori: carico fiscale ancora al 22%, spese di intermediazione e perdite di peso del prodotto stoccato. I tartufi neri sono stati quotati 20-25 euro l’etto a mercato per quasi l’intera stagione e al consumatore finale sono costati il doppio, con punte di 70-70 euro per tagli di alta qualità acquistati in bancarella durante le fiere.

CONSIDERAZIONI FINALI
Il 2016 è andato in archivio con lo stesso giudizio del 2015: “il peggiore di sempre”. Questa definizione è sottoscritta da tutti i cavatori e da molti commercianti, ma non dai consumatori, che hanno potuto usufruire di un ribasso dei prezzi del 25% (a mercato il 31%) . Mai era successo prima d’ora che a fronte di minori estrazioni i prezzi diminuissero. Nello specifico, -30% il prodotto estratto e appunto un bel -25 pagato dai consumatori finali. Tanto per la cronaca, nel 2015 i 70 quintali di bianco estratti in Piemonte era stati contrattati 240 euro a mercato e pagati 370 euro al dettaglio . Il motivo principale di questa contraddizione è sperabile non debba mai più ripetersi perché prezzi così abbordabili sono stati causati dal prodotto del Centro Italia dove la devastazione del sisma ha cancellato interi paesi e con essi le fiere autunnali. Da qui l’invio, sovente a prezzi stracciati di 60-70 euro l’etto, di grosse partite di Magnatum (e pure di pregiatissimo Melanosporum) verso il Nord e in particolare verso i Mercati generali di Milano e le piazze piemontesi. I tartufi sono stati carenti in quasi tutto il Piemonte, causa il troppo il troppo caldo estivo e la concomitante carenza di precipitazioni . Il 2016 è cominciato con la sola certezza dell’Iva ridotta al 10% , ma con il resto dei provvedimenti che il ministero dell’Agricoltura e il governo Renzi avevano in serbo per rivedere tutto il settore fiscale. E quindi la speranza in un minimo di tracciabilità di un prodotto alimentare tra i più cari al mondo, ma in balia di troppa evasione. La caduta del governo Renzi ha prodotto un inevitabile stop in materia. In tanti confidiamo è che la manovra sul tartufo, settore complesso e portatore di interessi contrapposti tra cavatori, commercianti, industria di trasformazione e consumatori finali, possa trovare un suo giusto equilibrio prima dell’inizio della prossima stagione . Ringrazio, anche a nome dell’ editore, chi ha voluto seguirci. Arrivederci a fine settembre

Giuseppe Prosio


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